DOSSIER DI VALUTAZIONE
Allegato al verbale del collegio del 20 MAGGIO 2014
Il seguente documento fa riferimento al DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009, n. 122, Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, e allo Statuto delle studentesse e degli studenti, nello specifico dell’argomento relativo alla valutazione.
Nel DPR 122/2009 nell’art.1 comma 2 e comma 3 si stabilisce che:
comma2. La valutazione è espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell'autonomia didattica delle
istituzioni scolastiche….
comma3. La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni…
Nello Statuto delle studentesse e degli studenti all’art.2 comma 4 periodo 3 si precisa quanto segue:
Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
≠ 1 Validità anno scolastico
Riferimenti Normativi: Regolamento sulla valutazione – DPR 122/2009 e Circolare n°2 del 4 marzo 2011 si afferma che la base di riferimento per la determinazione del limite minimo di presenza è determinata dal monte ore annuale delle lezioni, che consiste nell’orario complessivo di tutte le discipline.
Nel caso in cui le assenze superino il monte ore necessario, gli ambiti di deroga sono:
- gravi motivi di famiglia documentati
- motivi familiari documentati
- terapie e/o cure programmate
- alunni stranieri inseriti in classe ad a.sc. iniziato o che tornano al paese di origine
- partecipazione ad attività agonistiche o sportive
- adesioni a confessioni religiose riconosciute dalle leggi.
≠2 Giudizio di idoneità (per la classe 3°)
In sede di scrutinio finale viene definito un giudizio di idoneità espresso in decimi sulla base delle valutazioni numeriche delle singole discipline.
≠3 Valutazione comportamento degli alunni
INDICATORI
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SCUOLA PRIMARIA |
SCUOLA SEC. DI 1° |
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COMPORTAMENTO – INTERESSE - PARTECIPAZIONE |
VOTO |
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Comportamento: maturo per responsabilità e collaborazione con docenti e compagni Interesse: vivace Partecipazione: attiva |
Eccellente |
10 |
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Comportamento: responsabile e collaborativo Interesse: attivo Partecipazione: attiva |
Ottimo |
9 |
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Comportamento: non sempre costante Interesse: a volte saltuario Partecipazione: non sempre adeguata |
Soddisfacente |
8 |
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Comportamento: non sempre corretto Interesse: saltuario e incostante Partecipazione: discontinua Disturbo frequente dello svolgimento delle lezioni segnalato con alcune note disciplinari |
Adeguato |
7 |
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Comportamento: poco responsabile Interesse: saltuario Partecipazione: scarsa Disturbo continuo del regolare svolgimento delle lezioni, presenza di numerose note e sanzioni disciplinari |
Sufficiente |
6 |
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Comportamento: di totale disturbo del regolare svolgimento delle lezioni Interesse: completamente insufficiente Partecipazione: assente Presenza di numerose note con gravi sanzioni disciplinari |
Inadeguato |
5 |
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≠4 Valutazione degli apprendimenti degli alunni per la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di 1° grado
La valutazione degli apprendimenti degli alunni considera complessivamente i seguenti aspetti:
- livello di maturazione raggiunta
- livello di preparazione acquisita nelle varie discipline di studio
- interesse ed impegno dimostrati
- partecipazione alle attività scolastiche
INDICATORI
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CONOSCENZA DEGLI ARGOMENTI USO DEI LINGUAGGI SPECIFICI |
VOTO |
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Conoscenza degli argomenti: completa e approfondita Uso dei linguaggi specifici: sicuro e corretto |
10 |
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Conoscenza degli argomenti: approfondita Uso dei linguaggi specifici: corretto |
9 |
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Conoscenza degli argomenti: sicura Uso dei linguaggi specifici: adeguatamente corretto |
8 |
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Conoscenza degli argomenti: accettabile Uso dei linguaggi specifici: sommario |
7 |
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Conoscenza degli argomenti: superficiale Uso dei linguaggi specifici: incerto |
6 |
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Conoscenza degli argomenti: inadeguato Uso dei linguaggi specifici: carente |
5 |
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Conoscenza degli argomenti: frammentaria e inadeguata Uso dei linguaggi specifici: limitato e inadeguato |
4 |
≠5 Criteri di conduzione e valutazione delle prove d’ esame di licenza media
Conduzione colloquio pluridisciplinare
Al fine di consentire all’alunno di orientarsi all’interno delle varie discipline di esame e degli argomenti trattati nel corso dell’anno, il colloquio verrà affrontato secondo le diverse modalità:
- presentazione da parte dell’alunno di un argomento a piacere: relazione o tesina
- dagli spunti emersi, i docenti procederanno all’interrogazione sui vari argomenti proposti durante il corso dell’anno scolastico.
Diversamente abili
Vista la legge 170/2010 sui DSA, la Circolare Ministeriale n°48 del Maggio 2012, le indicazioni per la somministrazione delle prove INVALSI 2012/2013,
Si è stabilito che
per gli alunni diversamente abili verranno adottati i seguenti criteri:
- Per coloro ai quali sarà rilasciata l’attestazione di frequenza per aver seguito un percorso didattico differenziato nel corso del triennio, verranno predisposte prove differenziate e/o alternative che faranno riferimento esclusivamente al PEI.
- Per coloro ai quali sarà rilasciato il diploma di licenza per aver seguito un percorso didattico attinente al programma della classe secondo obiettivi minimi, si stabiliscono i seguenti criteri per le singole prove:
- Prova scritta di italiano: gli alunni svolgeranno le stesse tracce assegnate alla classe. Saranno utilizzati, eventualmente, PC, formulari, mappe, scalette, immagini. I criteri valutativi adottati faranno attenzione soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma;
- Prova scritta di matematica e lingue straniere: saranno proposte prove differenziate ma attinenti al programma svolto dalla classe e progettato nel PEI;
- Prova INVALSI: prove differenziate ma strutturate secondo criteri e modalità previste dalla tipologia della prova nazionale.
- Per gli alunni DAA, saranno utilizzate le stesse misure adottate con gli alunni DSA.
- Gli alunni più gravi svolgeranno tutte le prove in un’aula differente da quella utilizzata per gli altri allievi della classe; un’insegnante di sostegno provvederà alla lettura dei testi e delle domande presenti nelle prove stesse.
- Per il colloquio orale tutti gli alunni certificati avranno dei riferimenti da utilizzare per commentare testi, mappe, schemi, immagini.
Per gli alunni DSA verranno utilizzati i seguenti criteri:
- Per la prova scritta di italiano, gli alunni svolgeranno le stesse tracce assegnate alla classe attraverso l’uso di scalette che faciliteranno la produzione scritta.
- La prova scritta di matematica sarà strutturata secondo livelli di difficoltà crescente.
- La prova scritta delle lingue straniere sarà strutturata secondo livelli di difficoltà crescente.
- Le prove scritte di italiano e lingue straniere saranno valutate principalmente nel contenuto più che nell’esattezza ortografica.
- Per le prove INVALSI, un’insegnante di sostegno provvederà alla lettura dei testi e delle domande presenti nelle prove stesse. Si precisa che, nello svolgimento di tutte le prove scritte, gli alunni DSA potranno utilizzare gli strumenti compensativi e dispensativi utilizzati nel corso dell’anno scolastico previsti nel PDP.
- Per il colloquio orale potranno avvalersi di mappe, schemi, immagini, utilizzate nel corso dell’anno scolastico che faciliteranno l’esposizione.
CRITERI DI VALUTAZIONE PER TUTTI GLI ALUNNI
PROVA DI ITALIANO
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valutazione |
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L’elaborato è |
completamente |
aderente alla traccia |
9/10 |
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aderente |
alla traccia |
7/8 |
|
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abbastanza |
aderente alla traccia |
6 |
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non aderente |
alla traccia |
4/5 |
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I contenuti sono |
approfonditi |
9/10 |
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|
abbastanza |
approfonditi |
7/8 |
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sufficientemente |
approfonditi |
6 |
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non |
approfonditi |
4/5 |
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Dal punto di vista grammaticale e linguistico risulta |
corretto/originale |
9/10 |
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abbastanza corretto |
7/8 |
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sufficientemente corretto |
6 |
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presenta gravi lacune ortografiche e sintattiche |
4/5 |
PROVA SCRITTA DI MATEMATICA E SCIENZE
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valutazione |
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Comprende e rielabora le informazioni, conosce ed usa correttamente il linguaggio specifico. Si rilevano correttezza ed organicità nell’applicazione e nella soluzione di problemi |
9/10 |
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Comprende informazioni, conosce ed usa correttamente il linguaggio specifico. Si rileva correttezza concettuale nell’applicazione. Individua strategie risolutive adeguate e porta a termine lo svolgimento dei problemi. |
8 |
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Comprende le informazioni, conosce le tecniche ed il linguaggio specifico. Evidenzia un’applicazione generalmente corretta. Individua la strategia risolutiva di situazioni problematiche che porta a termine non sempre completamente o con alcune scorrettezze |
7 |
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Comprende le informazioni, conosce semplici tecniche di base ed il linguaggio specifico essenziale. Nell’applicazione evidenzia alcune scorrettezze dovute a scarsa riflessione o a conoscenze non pienamente consolidate; individua la strategia risolutiva di un problema, ma non riesce a portarlo a termine. |
6 |
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Comprende alcune informazioni ed il linguaggio specifico nella sua essenzialità. Nell’applicazione si evidenziano alcune scorrettezze. La soluzione di problemi risulta molto parziale. |
5 |
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Molto limitate la comprensione di informazioni e la conoscenza del linguaggio specifico. Frammentaria la maggior parte delle conoscenze ed errata la loro applicazione. Non individua la strategia risolutiva di situazioni problematiche. |
4 |
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Il Piano di Gestione delle Diversità
Sezione 1
La scuola e la gestione delle diversità
1.1 Premessa: la genesi del piano
Il gruppo di lavoro si è costituito il 21 ottobre 2013 per sviluppare il Piano di Gestione delle Diversità dell’Istituto, composto dal Dirigente Scolastico Patrizia Matini e dai docenti Nicoletta Farmeschi (primaria di Castel del Piano), Loriana Caprilli (scuola infanzia Arcidosso), Gina Giusti (primaria Arcidosso), Filomena Battista (primaria Castel del Piano), Antonella Coppi (primaria Castel del Piano) e Anna Maria Patania (primaria di Arcidosso).
La condivisione delle premesse che hanno portato alla approvazione della delibera regionale e delle prime sperimentazioni di processi di formulazione del Piano di Gestione delle diversità, hanno determinato la focalizzazione del processo da avviare sul concetto di diversità. Il concetto di diversità richiama a situazione ormai consolidate che non tengono conto di un gran numero di criticità legate ai processi di apprendimento e alla vita scolastica degli studenti, nonché ai rapporti con le famiglie. Inoltre il gruppo di lavoro concorda nella osservazione che il concetto di diversità debba essere riletto attraverso il concetto di “differenze” di natura culturale, economica o familiare o soggettiva che possono determinare vulnerabilità e difficoltà nei percorsi di apprendimento.
Il documento del ministero sui Bisogni Educativi Speciali (BES) mette l’accento sul concetto di inclusività legato a situazioni di disagio anche temporanee; i BES pongono l’accento sulle risposte in termini di personalizzazione dell’insegnamento e della valutazione nei confronti di alcuni elementi soggettivi come le disabilità fisiche, i disturbi dell’apprendimento o anche le difficoltà di natura socio-economica e culturale.
I BES sottolineano la necessità di percorsi personalizzati, di strategie specifiche, di emersione di buone prassi, di condivisione di processi educativi con le famiglie e con gli attori del territorio (servizi sociali e sanitari, organizzazioni non profit, volontariato).
Il concetto di inclusività costituisce il necessario e sostanziale snodo tra la previsione della circolare sui BES e la costruzione del Piano di Gestione delle Diversità.
Le fasi di lavoro
La prima fase di lavoro prevedeva una ricognizione della storia delle istituzioni scolastiche che compongono l’Istituto Comprensivo Vannini-Lazzaretti. L’obiettivo di questa fase è stato quello di definire valori e identità della scuola che sono condivise, una identità da costruire che tenesse conto della nuova istituzione nata in un luogo, in un territorio, in una comunità con cui interagisce.
A questo scopo il gruppo di lavoro potrò essere integrato anche da insegnanti della scuola secondaria di I grado per individuare i valori e gli elementi identitari da condividere per formare un’unica visione.
La seconda fase di lavoro è stata l’approfondimento delle aree di vulnerabilità che sono state individuate e l’eventuale ricognizione di altre aree. Il gruppo di lavoro ha fornito diversi materiali che sono stati riclassificati nell’ottica di disporre e condividere strumenti e modalità pensate per gli studenti a rischio di esclusione. In questa fase sono stati anche rielaborati alcuni dati della scuola (numero alunni, provenienze degli stranieri, residenza nel territorio, alunni con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento) in modo da offrire una fotografia iniziale dell’Istituto da aggiornare anno per anno.
La terza fase del lavoro è stata la ricognizione delle risorse e delle buone prassi, insieme alla definizione di un sistema che permettesse una valutazione degli impatti delle azioni.
Il processo di redazione del Piano di Gestione ha tenuto conto anche delle necessarie integrazioni con i processi istituzionali della scuola: presentazione al collegio dei docenti, informazione ai genitori, condivisione con i consigli di classe, secondo quanto previsto dalla scuola stessa e indicato.
1.2 Identità e valori
L’identità della scuola si definisce attraverso le tre finalità seguenti:
- costruire una specifica identità culturale dell’Istituto tenendo conto dell’opportunità offerta dalla presenza dei tre ordini di scuola;
- individuare le finalità e le scelte operative da effettuare per organizzare un servizio scolastico rispondente ai bisogni formativi dei giovani e degli adulti del nostro territorio;
- promuovere iniziative che rendano visibile l’identità culturale dell’istituzione scolastica per:
- favorire il senso di responsabilità e la partecipazione attiva dei vari soggetti coinvolti nel progetto formativo della scuola;
- stimolare la partecipazione alle iniziative di formazione ed aggiornamento per l’innovazione educativo-didattica promossa dall’Istituto.
1.3 Vision
Incontro e appartenenza costituiscono gli elementi che delineano la vision dell’IC Vannini-Lazzaretti.
In particolare incontro significa:
- favorire il dialogo e il confronto tra gli operatori scolastici, tra gli insegnanti e le famiglie, tra la scuola e il territorio;
- migliorare la qualità della comunicazione fra i vari ordini di scuola per realizzare un percorso formativo unitario e continuo;
- valorizzare le risorse formative territoriali e la progettualità delle istituzioni locali per integrare i diversi interventi.
Il senso di appartenenza si afferma attraverso una dimensione interna alle finalità istitutive della scuola e ad una esterna sul suo ruolo nel territorio. In questo duplice senso appartenenza significa:
- promuovere il senso di appartenenza alla scuola attraverso la condivisione delle finalità formative e dei principi che regolano la comunità scolastica;
- promuovere iniziative che rendano visibile l’identità culturale dell’istituzione scolastica per un curricolo locale che aiuti gli alunni a:
- prendere coscienza della comunità di appartenenza;
- conoscere le forme di espressione culturali presenti nel territorio;
- essere consapevoli delle risorse per farne un uso appropriato.
1.4 Contesto scuola
Descrizione della scuola
Inaugurato il 1° Settembre 2012, l'Istituto Comprensivo Vannini Lazzaretti ha sede presso l'edificio scolastico della scuola secondaria di primo grado di Castel del Piano, ove risiedono anche la segreteria e la presidenza.
Il nuovo comprensivo sostituisce l'ex Istituto Vannini di Castel del Piano e l'ex Lazzaretti di Arcidosso e riunisce tutte scuole dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado dei comuni di Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano, raggiungendo anche Montenero d'Orcia
- Infanzia
- Scuola Materna Casteldelpiano
- Scuola Materna Montenero
- Scuola Materna Arcidosso
- Scuola Materna Seggiano
- Primaria
- Scuola Primaria Luigi Santucci – Casteldelpiano
- Scuola Primaria E. Toti – Montenero
- Scuola Primaria D.Alighieri – Arcidosso
- Scuola Primaria I.Tamburelli - Seggiano
- Secondaria I grado
- Scuola Media O.Vannini– Casteldelpiano
- Scuola Media G. Carducci - Arcidosso
Il territorio dell’Istituto Comprensivo presenta i vantaggi e gli svantaggi di una zona montana che ha sempre cercato di emergere e di trovare un’identità personale umana, culturale ed economica. Sono chiari i segni di una marginalità geografica e socioculturale, nonostante la ricchezza antropologica oltre che paesaggistica ed artistica di immenso valore della zona amiatina.
Sono numerose e qualitativamente rilevanti le esperienze e i progetti volti ad un recupero della memoria storica e non mancano interessanti iniziative di carattere internazionale che cercano di integrarsi e confrontarsi con la nostra realtà culturale .
Gli enti locali (Unione dei Comuni,ASL) forniscono servizi e mezzi essenziali per il buon funzionamento della scuola organizzati
I temi prevalenti
Innovazione e sperimentazione in una dimensione europea
La scuola è aperta alle innovazioni didattiche e alla sperimentazione in un’ottica di costruzione di una dimensione europea del cittadino. In questo senso sono state avviate le sperimentazione delle classi 2.0, la didattica comunitaria del progetto senza zaino e l’attenzione per lo studio delle lingue (possibilità di certificazioni Cambridge fin dalla scuola primaria) e alle nuove tecnologie (certificazioni ECDL, utilizzo di piattaforme virtuali).
Scuola media a indirizzo musicale
Raccogliendo le richieste del territorio dall’anno scolastico 2009/2010, è stata avviato l’indirizzo musicale per la Scuola secondaria di primo grado. Il primo obiettivo di Orchestra e dell’Indirizzo Musicale è quello di favorire il processo di apprendimento e la maturazione del senso critico ed estetico dei ragazzi attraverso le diverse esperienze del fare e dell’ascoltare.
Gli alunni che intendono iscriversi all’Indirizzo Musicale devono aver superato i test attitudinali basati su prove ritmiche, discriminazione uditiva ed ascolto, capacità di intonazione, più un colloquio motivazionale. Le prove effettuate dalla Commissione costituita dai Docenti di Strumento della Scuola ad Ind. Mus., hanno l’utilità di evidenziare la predisposizione di ogni alunno verso uno strumento in particolare e consentono ai Docenti anche di individuare eventuali problematiche ( ritmo, intonazione…) presenti in ogni candidato, in modo da intervenire “cum ratio” quando gli alunni inizieranno il percorso didattico.
Senza zaino
Dall’anno scolastico 2006/2007 è attivata la sperimentazione del progetto “Senza Zaino”. ll progetto Senza Zaino, promosso da IRRE Toscana, prende spunto dalla proposta di eliminare lo zaino per indicare la strada di un generale rinnovamento nella scuola, in particolare della primaria, secondo una visione globale e sistemica che vuole promuovere autonomia, partecipazione e responsabilità.
Senza Zaino propone un nuovo modello di scuola, dove il sapere si fonda sull’esperienza e alunni e docenti sono impegnati a creare un ambiente ricco di stimoli. Il metodo di lavoro ha al centro la nozione di curricolo globale, che lega la progettazione della formazione alla progettazione dello spazio Realizzare l’ospitalità dell’ambiente formativo, promuovere la responsabilità e l’autonomia dei ragazzi, fare della scuola una comunità di ricerca, sono i tre valori che ispirano l’azione educativa.
I protagonisti: alunni, insegnanti, famiglie
Sono 854 gli alunni del comprensivo con una rilevante presenza di alunni stranieri (25%).
|
Dati alunni |
totali |
Maschi |
% |
Femmine |
% |
Di cui stranieri |
% |
|
Scuole dell'infanzia |
231 |
126 |
55% |
105 |
45,5% |
60 |
26,0% |
|
Primarie |
373 |
201 |
54% |
171 |
46% |
91 |
24,4% |
|
Scuole secondarie di primo grado |
246 |
113 |
46% |
133 |
54,1% |
62 |
25,2% |
|
Centro territoriale |
4 |
0,0% |
|||||
|
Totali |
854 |
440 |
52% |
409 |
48,2% |
213 |
24,9% |
Gli alunni sono così suddivisi tra le scuole:
- scuole dell’infanzia
- Arcidosso, 93 alunni
- Montenero, 16 alunni
- Seggiano, 35 alunni
- Castel del Piano, 87 alunni
- scuole primarie
- Arcidosso, 147 alunni
- Montenero, 19 alunni
- Seggiano, 50 alunni
- Castel del Piano, 157 alunni
- scuole secondarie di primo grado
- Arcidosso, 134 alunni
- Castel del Piano, 112 alunni
I docenti sono in totale 142 così suddivisi:
- scuole dell’infanzia
- Arcidosso, 23 docenti
- Montenero, 3 docenti
- Seggiano, 10 docenti
- Castel del Piano, 23 docenti
- scuole primarie
- Arcidosso, 8 docenti
- Montenero, 2 docenti
- Seggiano, 3 docenti
- Castel del Piano, 6 docenti
- scuole secondarie di primo grado
- Arcidosso, 21 docenti
- Castel del Piano, 19 docenti
A costoro si aggiungono 7 docenti del Centro Territoriale
Il sistema delle relazioni esterne
1.5 Il percorso istituzionale: descrizione percorso annuale di approvazione e organizzazione interna per la sua attuazione
Il percorso di costruzione del Piano di Gestione delle Diversità, avviato con l’adesione alla rete di scuole che hanno promosso il progetto Intendi, si è completato nel giugno del 2014 con la prima valutazione delle azioni promosse:
- Adesione alla rete per il progetto INTENDI
- Settembre 2012: identificazione contenuti, perimetro, identità, valori e visione della scuola
- Ottobre 2013: costituzione gruppo di lavoro
- Giugno 2014: approvazione del Collegio dei Docenti e monitoraggio del primo anno
A regime il processo istituzionale di approvazione del Piano di Gestione delle diversità sarà avviato nel mese di ottobre con la presentazione ai docenti degli obiettivi dell’anno nell’ambito del Collegio dei Docenti e una giornata dedicata ai temi dell’inclusività per gli alunni. All’attuazione delle azioni previste per l’anno seguirà la valutazione finale a giugno e l’approvazione nel Collegio dei Docenti di fine anno.
Sezione 2
Accogliere le differenze: verso una scuola inclusiva
2.1 Descrizione delle differenze che causano esclusioni
Il lavoro preliminare, di natura organizzativa, è stato quello di individuare il perimetro entro cui il Piano di Gestione opera e le modalità di definizione delle aree di fragilità. La necessità su cui è stato imbastito il lavoro iniziale, è integrare il lavoro svolto, soprattutto in certi ambiti (studenti DSA e stranieri), e di estendere a tutti gli ordini del comprensivo modalità omogenee di accoglienza e strumenti condivisi per la gestione dei processi di apprendimento degli studenti a rischio di esclusione.
Il primo ambito di attenzione riguarda gli alunni con difficoltà di natura linguistica, in particolare degli alunni stranieri che nel comprensivo Vannini-Lazzeretti costituiscono una presenza significativa, intorno al 25%; per questa ragione la scuola è destinataria di specifici fondi e strumenti.
Il secondo ambito di lavoro individuato è quello relativo agli studenti con disturbi specifici nell’apprendimento (DSA). Nell’Istituto esiste un protocollo già predisposto per le scuole primarie di accoglienza e programmazione delle attività didattiche per questi alunni. Il protocollo dovrebbe essere adattato anche agli altri ordini dell’Istituto.
La scuola ha già individuato un referente e dall’A.S. 2012-.2013 è stato adottato il PDP che viene consegnato alle insegnanti e da loro elaborato all’interno dell’interclasse o del consiglio di classe. È previsto, ma non sempre attuato, un incontro con il neuropsichiatra infantile.
Un terzo ambito segnalato è relativo agli studenti con disabilità di tipo fisico.
Infine è stata posta attenzione alle difficoltà connesse alla distanza dalla scuole degli studenti rispetto ai loro luoghi di residenza. Sono stati citati alcuni casi di difficoltà nel raggiungere la scuola o nel tornare a casa (es. studenti di Montenero) soprattutto per motivi ambientali e stagionali connessi ai fenomeni meteorologici. Tali difficoltà incidono sulla didattica e sulla possibilità per i ragazzi di frequentare tutte le ore.
2.2 Opportunità connesse
Alunni stranieri
La presenza degli alunni stranieri nelle scuole della Provincia non è più occasionale, ma un dato strutturale in continua crescita.
L'educazione interculturale non deve essere considerata come una disciplina aggiuntiva, ma un approccio per rivedere i curricoli formativi e gli stili comunicativi con un maggior ruolo delle nuove tecnologie didattiche, la gestione educativa delle differenze e dei bisogni di apprendimento.
All’Istituto è richiesto un passaggio da una “gestione” dell’alunno straniero come "problema" ad una gestione pedagogica e didattica delle differenze, non come elemento aggiuntivo ma come elemento "educativo".
Il punto centrale delle azioni della scuola è il diritto dell’alunno e della sua famiglia a trovare spazi di accoglienza, ascolto, comunicazione, aiuto e facilitazione nel processo di inserimento nella comunità ospite.
Il percorso educativo si propone di promuovere un'autentica comunicazione interculturale, sviluppando l'attitudine all'incontro, al dialogo, al confronto, alla negoziazione e agendo, sia sul piano cognitivo, delle informazioni e delle competenze, sia sul piano affettivo e relazionale, degli atteggiamenti e delle rappresentazioni.
Alunni con disturbi specifici dell’apprendimento
La presenza di alunni con disturbi specifici di apprendimento rappresenta un’opportunità per l’Istituto in quanto determina uno sforzo in termini di semplificazioni dei testi didattici e di sviluppo di approcci didattici come il cooperative learning che sono di grande utilità per favorire la partecipazione di tutti gli studenti alla vita scolastica e la creazione di legami di solidarietà ed aiuto reciproco tra gli studenti che possono sentirsi tutti protagonisti di processi collettivi di apprendimento.
Inoltre le risposte e gli strumenti creati risultano di grande utilità per gli alunni delle classi inferiori.
Alunni disabili
La presenza di alunni diversamente abili nella scuola è un’occasione per aumentare il coinvolgimento e la responsabilità di tutti gli altri bambini. Inoltre alcune strategie e percorsi che attuati per gli alunni diversamente abili, permettono di disporre di strumenti utili anche per altri bambini. Gli insegnanti negli anni hanno osservato che tra i bambini che escono da classi con la presenza di disabili c’è maggiore consapevolezza e maturità.
2.3 I processi collegati
2.3.1 I processi di accoglienza per gli alunni stranieri
Nell’Istituto è in vigore un Protocollo di accoglienza degli studenti stranieri il cui fine è quello di garantire una maggiore inclusione, in ottemperanza alla vigente legislazione e alle Linee Guida ministeriali per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri.
Le difficoltà manifestate dagli alunni stranieri sono di natura linguistica e di adattamento al contesto scuola. Le cause di esclusione derivano dalle difficoltà di apprendimento e di integrazione.
Gli atti normativi attribuiscono al Collegio dei Docenti numerosi compiti deliberativi e di proposta, e il Protocollo di accoglienza in particolare si propone di:
- definire pratiche condivise all'interno delle scuole in tema d'accoglienza di alunni stranieri;
- facilitare l'ingresso di bambini e ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale;
- sostenere gli alunni neo-arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto;
- favorire un clima d'accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione;
- costruire un contesto favorevole all'incontro con le altre culture e con le "storie" di ogni alunno;
- promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale, nell'ottica di un sistema formativo integrato.
Il percorso di accoglienza delle famiglie e degli alunni stranieri attraversa due momenti successivi: l’accoglienza nella scuola; l’accoglienza in classe.
Gli attori di questo processo sono:
- l’alunno e la sua famiglia;
- l’addetto di segreteria;
- la commissione di accoglienza
- gli insegnanti;
- i compagni di classe.
Il primo contatto con la scuola, la famiglia lo intrattiene con la segreteria all’interno della quale trova una persona addetta (ATA) che accogliendo la famiglia raccoglie i dati.
L’addetto di segreteria fornisce informazione ai genitori sulla scuola e risponde alle prime domande che permettono alla famiglia di comprendere il funzionamento della scuola e dell’ambiente circostante.
La segreteria conclude il lavoro comunicando al coordinatore delle classi l’arrivo del nuovo alunno.
Compiti della segreteria
- Accogliere la famiglia e accertarne re la nazionalità
- Prendere i dati anagrafici ed il recapito e relativi numeri telefonici
- Richiedere copia autentica o conforme dei titoli di studio in possesso dello studente raccoglie la documentazione relativa alla precedente scolarità (se esistente)
- Dare informazioni sull’orario scolastico e sulla dislocazione dei plessi
- Fornire ai genitori le informazioni essenziali sul funzionamento della scuola orari di apertura e chiusura della scuola, servizi scuolabus e mensa...materiali vari, diario o libretto delle giustificazioni, calendario scolastico...
- Comunicare l’arrivo del nuovo alunno straniero agli insegnanti e fissare la data del primo incontro
- Acquisire l'opzione di avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della Religione Cattolica
Strumenti
- Domanda di iscrizione da integrare con richiesta se avvalersi o no della religione cattolica
- Richiesta uscita ed eventuale delega scritta ad altro adulto che abbia compiuto 18 anni
- Informazioni su allergie, intolleranze, patologie, religione o altro che la famiglia vuole far sapere
- Guida per genitori sul funzionamento della scuola in Italia a livello nazionale e locale.
Le insegnanti di classe fissano un appuntamento con i genitori per presentare la scuola e somministrare un test linguistico di ingresso all’alunno. L'alunno straniero viene di norma iscritto alla classe corrispondente all'età anagrafica, secondo legge, salvo essere inserito nella classe immediatamente inferiore se non in possesso dei prerequisiti necessari per tale frequenza.
Per un veloce e proficuo inserimento è auspicabile che l’alunno sia affiancato, specialmente nei primi tempi, da un compagno di classe che svolga la funzione di tutor.
I docenti devono favorire l’interazione nella classe promuovendo attività in piccoli gruppi, attività di cooperative learning, attività in contesto variato.
Inoltre i docenti devono forniti di materiale di routine bilingue o nella lingua di origine per la comunicazione scuola-famiglia.
Compiti dei docenti della classe
- Facilitare forme di comunicazioni
- Inserimento in piccoli gruppi
- Attività e colloqui individuali
- Utilizzo prevalente di tecniche non verbali
- Si organizzano giochi per accogliere il bambino in classe con modalità partecipate
Strumenti consigliati
- Cartellone di accoglienza
- Giochi di presentazione
- Istruzioni
- Libri
- Glossari
2.3.2 I processi di accoglienza per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento
Le differenze nelle caratteristiche e nelle diverse capacità di apprendimento, sono state nel tempo categorizzate intorno ai bisogni specifici di apprendimento di coloro che manifestano tali difficoltà; in pratica i cosiddetti alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).
Il riconoscimento dell’esistenza di disturbi specifici dell’apprendimento non crea di per sé esclusione da parte degli altri studenti o delle altre componenti della scuola. La fragilità è di natura personale degli alunni che possono perdere l’autostima e la fiducia in se stessi confrontandosi con risultati non soddisfacenti.
L’Istituto intende rafforzare la visione della presenza di DSA come differenza e non come menomazione, attraverso una maggiore informazione alle famiglie e la predisposizione di strumenti che valorizzino i processi di apprendimento.
L’individuazione di DSA negli alunni può portare, in un certo numero di casi, ad una certificazione dell’ASL che determina un programmazione differenziata e l’accesso a strumenti specifici e al contributo professionale dell’ASL stesso.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non c’è una certificazione dei DSA: gli insegnanti in questi casi predispongono comunque una programmazione differenziata in termini di obiettivi di apprendimento, di valutazione e di strumenti didattici.
Per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento non c’è un’accoglienza specifica in quanto la loro individuazione avviene direttamente nei primi anni della scuola primaria.
Ogni anno vengono forniti dall’Asl dei test da somministrare in prima e seconda elementare per rilevare gli studenti che manifestano disturbi specifici dell’apprendimento. Prima della somministrazione dei test l’ASL provvede a illustrarne i contenuti agli insegnanti e, dopo averli somministrati vengono letti e interpretati dal neuropsichiatra.
I risultati dei test sono forniti ai genitori e da questi, in genere ai docenti. Alla famiglia viene suggerito un incontro con il neuropsichiatra e, da questi, con il logopedista. È inquesta fase che la famiglia decide se coinvolgere o meno i docenti che, comunque, nel somministrare i test e nell’osservazione dei comportamenti sono quasi sempre in grado di registrare queste difficoltà.
L’accoglienza in classe è improntata alla solidarietà tra gli alunni: attraverso metodologie come il cooperative learning l’accoglienza specifica in classe non è necessaria in quanto i bambini sono chiamati ad aiutarsi vicendevolmente, ognuno dando il proprio contributo.
2.3.3 I processi di accoglienza per gli alunni disabili
Il processo di accoglienza per gli alunni diversamente abili viene avviato dal primo contatto tra la dirigente e i genitori, su segnalazione dell’ASL. La dirigente raccoglie notizie e bisogni per l’indirizzo da dare al lavoro della segreteria e ai genitori stessi.
La segreteria riceve i genitori che portano la documentazione relativa all’alunno. In questa fase viene anche fissato un nuovo incontro con i genitori e con il neuropsichiatra per allestire l’ambiente scolastico con strumenti ed ausili necessari all’alunno; ogni bambino disabile ha, infatti, bisogno del suo corredo didattico, degli spazi e del materiale didattico. È l’occasione, questa prima fase di accoglienza, anche per il primo approccio relazionale con il bambino.
In alcuni casi si provvede anche ad un incontro con gli insegnanti dell’ordine scolastico precedente
Nella scuola c’è un psicopedagogista interno che si occupa di tenere i contatti con neuropsichiatra, genitori, docenti. A lui spetta il compito di gestire tutte le problematiche relative agli alunni, dall’adeguamento all’ambiente, all’autonomia, alle relazioni.
2.3.4 I processi di empowerment degli alunni stranieri
Al fine di garantire percorsi di apprendimento efficaci e inclusivi per gli alunni con stranieri, i programmi scolastici sono semplificati, facilitati ed adattati ai livelli di competenza linguistica dei singoli alunni eventualmente facendo uso di materiali visivi, musicali e grafici.
La programmazione è differenziata e tiene conto del livello di partenza; l’adattamento ai diversi casi comporta anche al differenziazione degli obiettivi di apprendimento che sono fissati e delle valutazioni, in una logica di individualizzazione dei percorsi.
Laddove necessario per rafforzare le competenze linguistiche sono attivati specifici interventi per facilitare l’apprendimento della lingua italiana.
I processi di empowerment riguardano l’intera classe attraverso la riflessione sui valori; le differenze sono un’occasione per adeguare la didattica: ad esempio le discipline di storia e geografia sono adattate e tengono conto della presenza in classe studenti stranieri.
Attraverso l’approccio del “decentramento” in classe si coglie l’occasione per lavorare sul pregiudizio.
L’adeguamento della didattica e degli strumenti utilizzati risulta di grande utilità anche agli alunni italiani.
Compiti dei docenti della classe
- Definire obiettivi individualizzati di apprendimento
- Programmare in modo differenziato
- Lavorare sul pregiudizio attraverso il decentramento
Strumenti
- Individuazione di alunno che svolge il compito di tutor
- Uso della cartina geografica come strumento didattico
- Video da utilizzare: “La valigia”
- Semplificazione dei testi con un lavoro di gruppo attraverso mappe e immagini
- Scheda 5.10 a scuola di intercultura
2.3.5 I processi di empowerment degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento
L’individuazione, certificata o meno, degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, determina una strategia di personalizzazione dei percorsi che può coinvolgere le famiglie e i professionisti (logopedista, neuropsichiatra). Laddove le famiglie decidano di comunicare i risultati dei test si attiva un percorso condiviso attraverso la compilazione del PDP, firmato dai genitori, che tiene conto anche delle indicazioni dello staff psicopedagogico. Nel PDP il percorso approvato ed adottato è centrato sull’alunno e offre indicazioni sull’approccio didattico, sui materiali da utilizzare ed eventualmente su altri strumenti come computer e software specifici.
Se la condivisione non ha luogo, gli insegnanti provvedono comunque ad una programmazione individualizzata e mirata che semplifica gli obiettivi di apprendimento, propone esercizi alternativi, mappe concettuali, schede didattiche, computer per videoscrittura e software freeware che favoriscono modalità alternative di apprendimento.
La programmazione differenziata accompagna il percorso nelle scuole primarie e, alla sua conclusione, attraverso azioni di scambio tra docenti per garantisce il passaggio da un ordine all’altro per comunicare queste difficoltà. Vengono svolti incontri di continuità e condivisi i materiali, il piano personalizzato, le schede, l’attenzione, di natura preventiva, a come vengono rilevati gli errori.
Compiti degli insegnanti
- Personalizzare e differenziare gli obiettivi
- Offrire verifiche semplificate
- Attuare modalità di cooperative learning (formalizzate e o meno): ad esempio scrivere una parte per una recita. Farlo insieme, farci una relazione, resoconto di una visita guidata…a piccoli gruppi. Si affidano ruoli, si pianificano le attività, si ruotano i ruoli.
Strumenti
- Dettato di parole e comprensione.
- Computer (uno per classe)
- Schede didattiche
- Mappe concettuali
- Software
- Testi semplificati
2.3.6 I processi di empowerment degli alunni con disabilità
I processi di empowerment per gli alunni disabili sono progettatti percorsi specifici. Sono percorsi che partono da quelli previsti per la classe, ma che tengono conto delle specificità e degli obiettivi potenzialmente raggiungibili dagli alunni. Questi percorsi prevedono un attivo inserimento degli alunni disabili attraverso attività comuni agli altri studenti, come ad esempio, i laboratori teatrali, le manifestazioni sportive, la musica.
Per ogni alunno viene redatto il piano educativo individualizzato (PEI) che viene monitorato dall’insegnante di classe e dal neuropsichiatra. La programmazione didattica individualizzata con gli obiettivi di apprendimento legati alle potenzialità di tutti i soggetti coinvolti consente di integrare l’alunno nella sua classe.
2.3.7 I processi di scuola e comunità per gli alunni stranieri
Per promuovere la piena integrazione dei ragazzi nel più vasto contesto sociale e per realizzare un progetto educativo che coniughi insieme successo formativo e pari opportunità nel rispetto delle differenze, la scuola ricerca risorse nel territorio. La collaborazione con servizi, associazioni, luoghi di aggregazione, amministrazioni locali è fondamentale per costruire una rete di intervento che rimuova eventuali ostacoli e favorisca una cultura dell’accoglienza e dello scambio culturale.
I processi con la comunità servono a:
- rafforzare l’accoglienza;
- rafforzare le competenze linguistiche;
- integrare il lavoro degli insegnanti.
La Commissione accoglienza promuove contatti con le associazioni che operano sul territorio e collaborazioni con le amministrazioni locali per costruire percorsi comuni di formazione.
Attori e organizzazioni:
- Unione comuni
- CTP
- Biblioteca di Arcidosso
- Associazioni di stranieri
- Comunità religiose
- Centro sociale F. Arrighi
- Contrade di Castel del Piano
- Associazioni genitori
Strumenti
- Scuola aperta: rendere protagonisti anche gli alunni stranieri.
- Calendario di feste che tiene conto di tutte le feste religiose e civili di tutti i Paesi di provenienza degli alunni.
- Festa della Toscana come occasione per aprirsi alle famiglie degli stranieri.
- Incontri periodici per favorire lo scambio di conoscenze e per affrontare tematiche concrete riguardanti l’inserimento dello studente e delle famiglie nel tessuto sociale.
2.3.8 I processi di scuola e comunità per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento
I processi che coinvolgono la scuola e la comunità sono molto ridotti: il coinvolgimento dell’ASL in alcuni casi è istituzionalizzato, ad esempio il neuropsichiatra, il terapista motorio o l’educatore professionale, in altri non lo è ma attraverso l’ASL sono comunque coinvolte professionalità come il logopedista.
Sebbene siano presenti alcune organizzazioni private che aiutano i ragazzi nello studio, tuttavia i rapporti non sono formalizzati.
Negli anni sono state organizzate con ASL giornate informative sui disturbi specifici dell’apprendimento, ma non sono programmate con continuità.
Sezione 3
Obiettivi e azioni per l’anno scolastico
3.1 Le differenze nelle capacità di apprendimento nei DSA
3.1.1 Analisi dell’esistente (valutazione anno precedente)
|
Dati alunni DSA |
M |
F |
N. |
|
Scuole primarie |
2 |
1 |
3 |
|
Castel del Piano |
1 |
1 |
|
|
Arcidosso |
1 |
1 |
2 |
|
Seggiano |
|||
|
Montenero |
|||
|
Scuole secondarie di primo grado |
12 |
4 |
16 |
|
Arcidosso |
8 |
1 |
9 |
|
Castel del Piano |
4 |
3 |
7 |
|
Totali |
14 |
5 |
19 |
- Certificati
- Non certificati
- Obiettivi
- Creare un clima culturale in grado di accogliere le diversità come occasione di conoscenza e di arricchimento per tutti
3.1.3 Azioni
Programmazione individualizzata
3.1.4 Valutazione di impatto delle azioni
Posso valutare:
- il livello di raggiungimento degli obiettivi (sa leggere o no nel modo che mi sono dato come livello preventivo)
- il corretto uso degli strumenti che metto a disposizione
- la motivazione dell’alunno nell’uso degli strumenti e nell’approccio scolastico (serenità…)
3.2 Le differenze linguistiche
3.2.1 Analisi dell’esistente (valutazione anno precedente)
Gli alunni stranieri iscritti alla scuola sono 213 pari al 24,9% del totale in modo. La distribuzione non mostra sostanziali differenze tra gli ordini delle scuole.
|
Dati alunni stranieri |
M |
F |
N. |
% su iscritti |
|
Scuole dell'infanzia |
29 |
31 |
60 |
26,0% |
|
Montenero |
3 |
0 |
3 |
|
|
Castel del Piano |
14 |
19 |
33 |
|
|
Arcidosso |
7 |
10 |
17 |
|
|
Seggiano |
5 |
2 |
7 |
|
|
Scuole primarie |
51 |
40 |
91 |
24,4% |
|
Castel del Piano |
26 |
20 |
46 |
|
|
Arcidosso |
23 |
15 |
38 |
|
|
Seggiano |
1 |
3 |
4 |
|
|
Montenero |
1 |
2 |
3 |
|
|
Scuole secondarie di primo grado |
34 |
28 |
62 |
25,2% |
|
Arcidosso |
18 |
18 |
36 |
|
|
Castel del Piano |
16 |
10 |
26 |
|
|
Totali |
114 |
99 |
213 |
24,9% |
3.2.2 Obiettivi
Attraverso la realizzazione di una processo strutturato di azioni rivolte agli alunni stranieri si propone di creare un modello di intervento per l’accoglienza e l’inserimento di alunni stranieri, che realizzi soluzioni organizzative e didattiche attraverso la condivisione di risorse e competenze, proponendosi i seguenti obiettivi specifici:
- facilitare l’ingresso a scuole di alunni stranieri;
- sostenerli nella fase di adattamento;
- entrare in relazione con la famiglia straniera;
- favorire un clima di accoglienza nella scuola;
- promuovere la collaborazione tra le scuole e tra scuola e territorio sui temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale.
3.2.3 Azioni
- Specialista che interviene grazie a finanziamenti dell’Unione dei Comuni per gli alunni stranieri (programmazione educativa zonali) un paio d’ore per sviluppo competenze linguistiche. Sono lezioni di gruppo.
- Laboratori interni linguistici
- Progetti di gemellaggio elettronico (e-Twinning): collaborazioni e confronti con scuole di Paesi diversi su metodologie, strumenti, tematiche didattiche ecc…
3.2.4 Valutazione di impatto delle azioni
L’intervento di rafforzamento linguistico ha permesso di migliorare negli alunni stranieri le capacità di comprensione e quindi di inserimento. In particolare si sottolinea l’importanza dell’approccio allo studio dell’italiano attraverso la conoscenza del territorio.
Anche il progetto di e-Twinning ha avuto impatti positivi sugli alunni; la giornata aperta che si è tenuta il 4 giugno genitori e alunni sono stati coinvolti nella realizzazione dei prodotti e nella condivisione dei risultati ottenuti durante l’anno.
3.3 Le diverse abilità
3.3.1 Analisi dell’esistente (valutazione anno precedente)
Gli alunni disabili iscritti a scuola sono 20, pari al 2,3% del totale
|
Dati alunni |
Totali |
Alunni disabili |
% su iscritti |
|
Scuole dell'infanzia |
231 |
2 |
0,9% |
|
Primarie |
373 |
11 |
2,9% |
|
Scuole secondarie di primo grado |
246 |
7 |
2,8% |
|
Centro territoriale |
4 |
0,0% |
|
|
Totali |
854 |
20 |
2,3% |
Dei 20 alunni diversamente abili, 8 sono seguiti con orario pieno e 12 con orario ridotto. Il numero complessivo degli insegnanti di sostegno è 14.
Obiettivi
- Creare un clima favorevole all’inserimento in classe
- Personalizzare gli strumenti per lo sviluppo emotivo, logico e cognitivo
- Raggiungere gli obiettivi minimi programmati
Azioni
- Adeguamento delle strutture e dell’ambiente in fase di accoglienza
- Redazione del PEI
- Laboratori
- Sostegno individuale
Valutazione di impatto delle azioni
Il processo educativo didattico individuato nel PEI di ogni alunno diversamente abile ha permesso: un aggiornamento continuo in base alle nuove esigenze sorte durante l’anno scolastico; una buona gestione dei rapporti con le famiglie e i servizi socio-sanitari; la garanzia di continuità del percorso formativo.
Allegati e strumenti
Allegati processi di accoglienza
Stranieri
- Parole per accogliere
- Video “Il viaggio”
- Settimana dell’accoglienza insieme ai docenti della scuola
- http://www.liadiodato.brianzaest.it/intercultura/tutti%20uguali%20tutti%20diversi/menuprincipale/CompetenzeL2/testingresso/til2_8-14.htm http://www.scuoleprimiero.it/dmdocuments/intercultura/menuprincipale/Stampe/58.pdf http://www.liadiodato.brianzaest.it/intercultura/tutti%20uguali%20tutti%20diversi/menuprincipale/CompetenzeL2/testingresso/til2_5-8.htm
- Patto di corresponsabilità
Allegati processi di empowerment
- Progetto non uno di meno
- Certificazione delle competenze dell’alunno per ogni ordine
- Scuola primaria 2.0
Allegati processi di scuola e comunità
Censimento delle risorse disponibili
Strutture
Opportunità relazionali
Schede buone prassi
Schede progetti
|
Titolo |
Di cosa parla |
Quando lo uso |
Per chi lo uso |
|
Il viaggio: video su you tube |
Nella prima parte sono i bambini immigrati che parlano del loro viaggio reale e delle loro emozioni,nella seconda parte sono i ragazzi italiani che provano ad immaginare le difficoltà del viaggio e della vita in un Paese sconosciuto. |
Accoglienza in classe |
Alunni stranieri |
Sezione 4
Il piano dell’inclusività
Scuola ____________________________________________a.s. 2016/2017
Piano Annuale per l’Inclusione
|
Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità |
|
n° |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
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|
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|
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|
|
Totali |
|
|
% su popolazione scolastica |
|
|
N° PEI redatti dai GLHO |
|
|
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria |
|
|
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria |
|
Prevalentemente utilizzate in… |
Sì / No |
|
Insegnanti di sostegno |
Attività individualizzate e di piccolo gruppo |
|
|
Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) |
||
|
AEC |
Attività individualizzate e di piccolo gruppo |
|
|
Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) |
||
|
Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) |
||
|
Attività individualizzate, attività di: mediazione, gestione, organizzazione,raccolta dati,stesura |
||
|
Coordinamento |
Supporto specializzato |
|
|
Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES) |
||
|
Psicopedagogisti e affini esterni/interni |
Psicologa esterna e psicopedagogista interna |
|
|
Altro: |
||
|
Altro: |
|
Attraverso… |
Sì / No |
|
Coordinatori di classe e simili |
Partecipazione a GLI |
|
|
Rapporti con famiglie |
||
|
Tutoraggio alunni |
||
|
Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva |
||
|
Docenti con specifica formazione |
Partecipazione a GLI |
|
|
Rapporti con famiglie |
||
|
Tutoraggio alunni |
||
|
Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva |
||
|
Altro: |
||
|
Altri docenti |
Partecipazione a GLI |
|
|
Rapporti con famiglie |
||
|
Tutoraggio alunni |
||
|
Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva |
||
|
Altro: |
|
Assistenza alunni disabili |
||||||
|
Progetti di inclusione / laboratori integrati |
|||||||
|
Altro: |
|||||||
|
Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva |
||||||
|
Coinvolgimento in progetti di inclusione |
|||||||
|
Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante |
|||||||
|
Altro: |
|||||||
|
Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità |
||||||
|
Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili |
|||||||
|
Procedure condivise di intervento sulla disabilità |
|||||||
|
Procedure condivise di intervento su disagio e simili |
|||||||
|
Progetti territoriali integrati |
|||||||
|
Progetti territoriali a livello di singola scuola |
|||||||
|
Rapporti con CTS / CTI |
|||||||
|
Altro: |
|||||||
|
Progetti territoriali integrati |
||||||
|
Progetti territoriali a livello di singola scuola |
|||||||
|
Progetti a livello di reti di scuole |
|||||||
|
Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe |
||||||
|
Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva |
|||||||
|
Didattica interculturale / italiano L2 |
|||||||
|
Psicologia e psicopatologia dell’età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.) |
|||||||
|
Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali…) |
|||||||
|
Altro: |
|||||||
|
Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*: |
0 |
1 |
2 |
3 |
4 |
||
|
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo |
|||||||
|
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti |
|||||||
|
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive; |
|||||||
|
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola |
|||||||
|
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti; |
|||||||
|
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative; |
|||||||
|
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi; |
|||||||
|
Valorizzazione delle risorse esistenti |
|||||||
|
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione |
|||||||
|
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo. |
|||||||
|
Altro: |
|||||||
|
Altro: |
|||||||
|
* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo |
|||||||
|
Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici |
|||||||
|
Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il prossimo anno |
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Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.) Le risorse presenti nell’Istituto sono: Psicopedagogista, coordinamento supporto e raccordo con equipe ASL. Insegnanti di sostegno: stesura e realizzazione dei rapporti con l’equipe ASL e le famiglie Docenti: partecipazione alla stesura e alla realizzazione dei PEI e del PDP, rapporti con le famiglie e l’equipe ASL GLI: rilevazione dei BES, raccordo e coordinamento delle proposte formulate dai GLH, elaborazione del Piano Annuale dell’Inclusività. Dirigente scolastico: gestisce tutte le risorse coinvolte. |
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti Compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione dell’Istituto, si attiveranno corsi di formazione e d aggiornamento per gli insegnanti per:
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|
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive; |
|
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola |
|
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti |
|
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative |
|
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi; |
|
Valorizzazione delle risorse esistenti |
|
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione |
|
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo. |
Approvato dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione in data _________
Deliberato dal Collegio dei Docenti in data _________
Allegati:
- La proposta di assegnazione organico di sostegno e altre risorse specifiche (AEC, Assistenti Comunicazione, ecc.) è disponibile presso gli uffici di segreteria.
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PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
Sezione Scuola dell’Infanzia
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’
La scuola è l’ambiente educativo e di apprendimento in cui si promuove la formazione di ogni alunno attraverso l’interazione sociale in un contesto relazionale positivo.
La condivisione delle regole del vivere e del convivere, può avvenire solo con una efficace e fattiva collaborazione con la famiglia. La scuola, pertanto perseguirà costantemente un’alleanza educativa con i genitori . Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità educative .
Il patto educativo di corresponsabilità vede i docenti impegnati a :
- Rispettare il proprio orario di servizio
- creare a scuola un clima di serenità, cooperazione e armonia
- promuovere con ogni singolo alunno un clima di confronto e di reciprocità per accoglierne il vissuto e per motivarlo all’apprendimento
- realizzare le scelte organizzative e le metodologie didattiche elaborate nel piano dell’offerta formativa
- motivare alla famiglia, negli incontri periodici programmati, la verifica relativa al processo formativo e qualsiasi altra difficoltà riscontrata nel rapporto con l’alunno (carenza di impegno, violazione delle regole….)
- ricevere i genitori compatibilmente con il proprio orario di servizio
La famiglia si impegna a :
- Instaurare un dialogo costruttivo con i docenti
- Rispettare l’orario d’ingresso a scuola e limitare le uscite anticipate
- Giustificare le assenze superiori a cinque giorni con certificato medico
- Controllare attraverso un contatto frequente con i docenti che l’alunno rispetti le regole della scuola, che partecipi attivamente e responsabilmente alle attività scolastiche
- Partecipare con regolarità alle riunioni previste
Castel del Piano, ____________________
Il Dirigente Scolastico I genitori
(Dott.ssa Patrizia Matini)
______________________________ __________________________
__________________________
Sezione Scuola Primaria
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
(in base all' Art.3 DPR 235/2007)
La scuola è l’ambiente educativo e di apprendimento in cui si promuove la formazione di ogni alunno attraverso l’interazione sociale in un contesto relazionale positivo.
La condizione delle regole del vivere e del convivere, può avvenire solo con una efficace e fattiva collaborazione con la famiglia. La scuola, pertanto, perseguirà costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori. Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità educative.
Il patto educativo di corresponsabilità vede i Docenti impegnati a:
- rispettare il proprio orario di servizio;
- creare a scuola un clima di serenità, cooperazione e armonia;
- promuovere con ogni singolo alunno un clima di confronto e di reciprocità per accoglierne il vissuto e per motivarlo all’apprendimento;
- realizzare i curricoli disciplinari, le scelte organizzative e le metodologie didattiche elaborate nel Piano dell’Offerta Formativa;
- motivare alla famiglia, negli incontri periodici programmati, la valutazione relativa al processo formativo e qualsiasi altra difficoltà riscontrata nel rapporto con l’alunno (carenza d’impegno, violazione delle regole...)
- Ricevere i genitori compatibilmente con il proprio orario di servizio.
La famiglia si impegna a :
- instaurare un dialogo costruttivo con i docenti.
- Rispettare l’orario d’ingresso a scuola e limitare le uscite anticipate.
- giustificare sempre le assenze (quelle per malattia superiori a cinque giorni saranno giustificate con certificato medico);
- controllare quotidianamente il diario e il quaderno delle comunicazioni scuola-famiglia e firmarlo per presa visione.
- controllare attraverso un contatto frequente con i docenti che l’alunno rispetti le regole della scuola (corredo scolastico, divieto di cellulare, soldi e oggetti di valore, rispetto delle cose proprie e altrui, dell’ambiente scolastico ecc....), che partecipi attivamente e responsabilmente alla vita della scuola e curi l’esecuzione dei compiti;
- Partecipare con regolarità alle riunioni previste.
Casteldelpiano, ____________________
Il Dirigente Scolastico I genitori
(Dott.ssa Patrizia Matini)
______________________________________ _____________________
Sezione Scuola Secondaria di 1° grado
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA'
(in base all' Art.3 DPR 235/2007)
Il Piano dell'Offerta Formativa si può realizzare solo attraverso la partecipazione responsabile di tutte le componenti della comunità scolastica. La sua realizzazione dipenderà quindi dall'assunzione di specifici impegni da parte di tutti.
I docenti si impegnano a:
- Essere puntuali alle lezioni, precisi nelle consegne di programmazioni, verbali e negli
adempimenti previsti dalla scuola;
- Non usare mai in classe il cellulare;
- Rispettare gli alunni, le famiglie e il personale della scuola;
- Essere attenti alla sorveglianza degli studenti in classe e nell' intervallo e non
abbandonare mai la classe senza averne dato avviso al Dirigente Scolastico o a un
suo Collaboratore;
- Informare studenti e genitori del proprio intervento educativo e del livello di
apprendimento degli studenti;
- Informare gli alunni degli obiettivi educativi e didattici, dei tempi e delle modalità di
attuazione;
- Esplicitare i criteri per la valutazione delle verifiche orali, scritte e di laboratorio;
- Comunicare a studenti e genitori con chiarezza i risultati delle verifiche scritte, orali
e di laboratorio;
- Effettuare verifiche periodiche;
- Correggere e consegnare i compiti entro 15 giorni e, comunque, prima della prova
successiva;
- Realizzare un clima scolastico positivo fondato sul dialogo e sul rispetto;
- Favorire la capacità di iniziativa, di decisione e di assunzione di responsabilità;
- Incoraggiare gli studenti ad apprezzare e valorizzare le differenze;
- Lavorare in modo collegiale con i colleghi della stessa disciplina, con i colleghi dei
consigli di classe e con l'intero corpo docente della scuola nelle riunioni del Collegio
dei docenti;
- Pianificare il proprio lavoro, in modo da prevedere anche attività di recupero e
sostegno il più possibile personalizzate;
Le studentesse e gli studenti si impegnano a:
- Essere puntuali alle lezioni e frequentarle con regolarità;
. Giustificare le assenze;
- Non usare mai in classe il cellulare;
- Lasciare l'aula solo se autorizzati dal docente;
- Chiedere di uscire dall' aula solo in caso di necessità ed uno per volta;
- Intervenire durante le lezioni in modo ordinato e pertinente;
- Conoscere l'Offerta Formativa presentata dagli insegnanti;
- Rispettare i compagni, il personale della scuola;
- Rispettare le diversità personali e culturali, la sensibilità altrui;
- Conoscere e rispettare il Regolamento di Istituto;
- Rispettare gli spazi, gli arredi ed i laboratori della scuola;
- Partecipare al lavoro scolastico individuale e/o di gruppo;
- Svolgere regolarmente il lavoro assegnato a scuola e a casa;
- Favorire la comunicazione scuola/famiglia;
- Sottoporsi regolarmente alle verifiche previste dai docenti.
I genitori si impegnano a:
- Conoscere l'Offerta formativa della scuola;
- Collaborare al progetto formativo partecipando, con proposte e osservazioni
migliorative, a riunioni, assemblee, consigli e colloqui;
- Controllare sul libretto le giustificazioni di assenze e ritardi del proprio figlio,
contattando anche la scuola per accertamenti;
- Rivolgersi ai docenti e al Dirigente Scolastico in presenza di problemi didattici o
personali;
- Dare informazioni utili a migliorare la conoscenza degli studenti da parte della
scuola.
Il personale non docente si impegna a:
- Essere puntuale e a svolgere con precisione il lavoro assegnato;
- Conoscere l'Offerta Formativa della scuola e a collaborare a realizzarla, per quanto di
competenza;
- Garantire il necessario supporto alla vigilanza e alle attività didattiche, con puntualità
e diligenza;
- Segnalare ai docenti e al Dirigente Scolastico eventuali problemi rilevati;
- Favorire un clima di collaborazione e rispetto tra tutte le componenti presenti e
operanti nella scuola (studenti, genitori, docenti);
Il Dirigente Scolastico si impegna a:
- Garantire e favorire l'attuazione dell'Offerta Formativa, ponendo studenti, genitori,
docenti e personale non docente nella condizione di svolgere al meglio i propri
compiti e le proprie funzioni;
- Garantire a ogni componente scolastica la possibilità di esprimere e valorizzare le
proprie potenzialità;
- Garantire e favorire il dialogo, la collaborazione e il rispetto tra le diverse componenti
della comunità scolastica;
- Cogliere le esigenze formative degli studenti e della comunità in cui la scuola opera,
per ricercare risposte adeguate.
Firma dei genitori per accettazione per quanto riguarda il proprio ruolo:
__________________________________________________
___________________________________________________
Firma del Dirigente in nome e per conto del personale dipendente:
__________________________________________________
Documento originale
Qui è reperibile il documento originale.
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ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO CASTEL DEL PIANO
Scuola dell’Infanzia – Primaria - Secondaria di Primo Grado
Via DI MONTAGNA 1/A tel e fax :0564\955633
email- GRIC81100QISTRUZIONE.IT
PREMESSA
L'emanazione del Decreto 07/06/’95 schema generale di riferimento della "Carta dei Servizi della scuola", nonostante alcune incongruenze di merito e di metodo, costituisce un momento significativo di affermazione e di diffusione della CULTURA DELLA QUALITA' NEI SERVIZI PUBBLICI.
In tale prospettiva, la Carta rappresenta:
- uno strumento rivolto a rendere VISIBILE e TRASPARENTE le offerte formative della scuola;
- un documento finalizzato ad indurre DINAMICHE POSITIVE tra chi è preposto al servizio scolastico e chi ne usufruisce;
- un'occasione di verifica e di riflessione, da parte della scuola, sul modello di funzionamento e di organizzazione adottato e sui miglioramenti praticabili.
CAP.I - RIFERIMENTI NORMATIVI
1.1 - legge 241 del 7/8/90 (principi di economicità – efficienza – responsabilità - pubblicità e trasparenza nel funzionamento dell'Amministrazione Pubblica).
-l.14/1/94 n.20: necessità di monitoraggio interno o valutazione
-D.P.C.M. del 27/1/94: puntualizzazione dei principi di erogazione del servizio pubblico.
-D.P.C.M.11/10/94: istituzione degli uffici di relazione con il pubblico
-D.P.C.M.19/5/95:scelta dei servizi pubblici di maggiore interesse
-D.L. 12/5/95 n.163 convertito nella l.11/7/95 n.273
-D.P.C.M. del 7/6/95:schema della Carta dei Servizi
- legge 11/7/95 n.273 (norme sulla semplificazione e razionalizzazione dell'attività amministrativa, sulla qualità dei servizi pubblici, sul servizio di controllo interno della P.A.)
-D.P.C.M. C.M.n.254 e C.M.255 del 21/7/95: indicazioni per l'attuazione del suddetto D.P.C.M.
-C.C.N.L. comparto scuola, 28/05/99 e Lg 107 luglio 2015
- disegno di legge delega 25/5/95:potenziamento dell'autonomia delle singole istituzioni scolastiche.
CAP.II - PRINCIPI FONDAMENTALI
La Carta si ispira agli art. 3, 33, 34 della Costituzione.
I principi fondamentali sono: (D.P.C.M. 7/6/95 G.U.n.138 del 15/6/95)
2.1 Uguaglianza
Nessuna discriminazione nell'erogazione del servizio scolastico può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni psico-fisiche e socio-economiche.
2.2 Imparzialità e regolarità
I soggetti erogatori del servizio scolastico agiscono secondo criteri di obiettività ed equità
La scuola attraverso tutte le sue componenti e con l'impegno delle istituzioni collegate, garantisce la regolarità e la continuità del servizio e delle attività educative, anche in situazioni di conflitto sindacale, nel rispetto dei principi e delle norme sanciti dalla legge e in applicazione delle disposizioni contrattuali in materia.
2.3 Accoglienza e integrazione
La scuola si impegna, con opportuni ed adeguati atteggiamenti ed azioni di tutti gli operatori del servizio, a favorire l'accoglienza dei genitori e degli alunni, l'inserimento e l'integrazione di questi ultimi, con particolare riguardo alla fase di ingresso nelle classi iniziali e alle situazioni di rilevante necessità .
Particolare impegno è prestato per la soluzione delle problematiche relative agli alunni di etnia non italiana, agli alunni degenti negli ospedali, ai diversamente abili e a quelli in svantaggio socio - culturale.
Nello svolgimento della propria attività, ogni operatore ha pieno rispetto dei diritti e degli interessi dello studente.
2.4 Diritto di scelta, obbligo scolastico e frequenza
L'utente ha facoltà di scegliere fra le istituzioni che erogano il servizio scolastico. La libertà di scelta si esercita tra le istituzioni scolastiche dello stesso tipo, nei limiti della capienza obiettiva di ciascuna di esse. In caso di eccedenza di domande va comunque considerato il criterio della territorialità (domicilio, residenza, sede di lavoro dei familiari ecc..).
L'obbligo scolastico, il proseguimento degli studi superiori e la regolarità della frequenza sono assicurati con interventi di prevenzione e controllo dell'evasione e della dispersione scolastica da parte di tutte le istituzioni coinvolte, che collaborano tra loro in modo funzionale e organico.
2.5 Partecipazione – efficienza - trasparenza
Istituzioni, personale, genitori, alunni sono protagonisti e responsabili dell'attuazione della "Carta", attraverso una gestione partecipata della scuola, nell'ambito degli organi e delle procedure vigenti.
I loro comportamenti devono favorire la più ampia realizzazione degli standard generali del servizio.
Le istituzioni scolastiche e gli enti locali si impegnano a favorire le attività extrascolastiche che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, consentendo l'uso degli edifici e delle attrezzature fuori dell'orario del servizio scolastico.
Le istituzioni scolastiche, al fine di promuovere ogni forma di partecipazione, garantiscono la massima semplificazione delle procedure ed un'informazione completa e trasparente.
L'attività scolastica, ed in particolare l'orario di servizio di tutte le componenti si informa a criteri di efficienza, di efficacia, flessibilità nell'organizzazione dei servizi amministrativi, dell'attività didattica e dell'offerta formativa integrata.
Per le stesse finalità, la scuola garantisce ed organizza le modalità di aggiornamento del personale in collaborazione con istituzioni ed enti culturali, nell'ambito delle linee di indirizzo e delle strategie di intervento definite dall'amministrazione.
2.6 Libertà di insegnamento ed aggiornamento del personale
La programmazione assicura il rispetto delle libertà di insegnamento dei docenti e garantisce la formazione dell'alunno, facilitandone le potenzialità evolutive e contribuendo allo sviluppo armonico della personalità, nel rispetto degli obiettivi formativi nazionali e comunitari, generali e specifici, recepiti nei piani di studi di ciascun indirizzo.
L'aggiornamento e la formazione costituiscono un impegno per tutto il personale scolastico e un compito per l'amministrazione, che assicura interventi organici e regolari.
CAP.III - ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO
3.1 L’istituto è formato dalla scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado ubicate in tre comuni del territorio amiatino versante grossetano:
COMUNE DI CASTEL DEL PIANO: N° 5 plessi
- Castel del Piano capoluogo: scuola dell’Infanzia – Primaria – Secondaria di primo grado
- Montenero: scuola dell’Infanzia – scuola Primaria SENZA ZAINO
COMUNE DI ARCIDOSSO: N° 3 plessi
- Arcidosso capoluogo: scuola dell’Infanzia – Primaria – Secondaria di primo grado
COMUNE DI SEGGIANO: N° 2 plessi
- Seggiano capoluogo: scuola dell’Infanzia – scuola Primaria SENZA ZAINO
CAP. IV - IL SERVIZIO SCOLASTICO
-
- Organizzazione interna: Consiglio di intersezione- di classe; Collegio dei docenti; Consiglio di Istituto – Giunta Esecutiva; Vicario- Collaboratori – Coordinatori di plesso
4.1.1 Consiglio di Intersezione nelle scuole dell’infanzia, Consiglio di Interclasse nella scuola primaria e Consiglio di classe nella scuola secondaria di primo grado.
Per la scuola primaria esso si articola a livello di classi parallele, di modulo, di ciclo o di plesso, secondo la delibera del Consiglio di Istituto. Può essere presieduto dal Dirigente Scolastico o da un docente a tal fine delegato.
Con la presenza dei soli insegnanti, il Consiglio di intersezione e \ o di classe provvede al coordinamento dell'attività didattica e a fornire parere obbligatorio in caso di proposta di non ammissione degli alunni alla classe successiva.
Con la presenza anche dei rappresentanti dei genitori formula proposte al Collegio dei Docenti in merito alla programmazione dell'attività didattica e provvede alla verifica della stessa.
4.1.2 Collegio dei Docenti (scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado)
E' composto da tutto il personale insegnante in servizio nell’Istituto ed è presieduto dal Dirigente Scolastico. E' organo che ha la funzione di:
programmare e verificare le attività educativo - didattiche dell’Istituto Comprensivo.
4.1.3 Consiglio di Istituto - Giunta Esecutiva
Il Consiglio di Istituto è composto dal Dirigente Scolastico, dai rappresentanti dei docenti (scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado), dei genitori e del personale A.T.A.. E' presieduto da un genitore.
Ha competenza nella gestione finanziaria di tutto l’Istituto e sui principali aspetti organizzativi della vita scolastica. La Giunta Esecutiva, eletta in seno al Consiglio di Istituto, è composta dal Dirigente Scolastico, dal Responsabile amministrativo, da due rappresentanti dei genitori, da un rappresentante del personale Docente e da un rappresentante del personale ATA. E' presieduta dal Dirigente Scolastico. La Giunta ha compiti relativi alla preparazione dei lavori del Consiglio di Istituto ed alla esecuzione delle relative delibere.
4.1.4 Collaboratori- Vicario- Coordinatori di plesso
I Collaboratori per la scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado sono eletti dal Collegio dei Docenti. Coadiuvano il Dirigente Scolastico nella organizzazione delle attività educativo- didattiche. Tra i Collaboratori viene scelto l'insegnante Vicario che sostituisce il Dirigente Scolastico in caso di assenza o impedimento dello stesso. All'interno di ogni scuola alcuni insegnanti hanno incarichi relativi ad aspetti organizzativi della vita del plesso: docente coordinatore di plesso.
FUNZIONI STRUMENTALI AL P.T.O.F. art. 30 C.C.N.L. del 24\07\2003
La qualità del servizio scolastico è legata all’utilizzazione razionale ed ottimale di tutte le risorse, a cominciare da quelle umane e professionali.
Il CCNL art. 21 valorizza il patrimonio professionale dei docenti offrendo la possibilità di attivare funzioni strumentali come supporto all’attuazione del Piano dell’Offerta Formativa”.
Il Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo di Castel del Piano ha individuato le funzioni strumentali e ha delineato le seguenti competenze necessarie per il loro perseguimento:
AREA DI RIFERIMENTO
AMBITI
GESTIONE PIANO
TRIENNALE DELL’OFFERTA
FORMATIVA
(PTOF)
Aggiornamento e supervisione
delle attività relative alla
qualità e all’ampliamento
dell’offerta formativa
SERVIZIO AI DOCENTI
Curricolo verticale Istituto
Ampliamento dell’offerta
Formativa
SERVIZIO AGLI ALUNNI
Progettazione e innovazione
Cl@ssi 2.0
CONTATTO CON ENTI ESTERNI
Modello Senza Zaino
Le funzioni strumentali al P.T.O.F. costituiscono il Consiglio Pedagogico, supporto alle attività educativo-didattiche di tutto l’Istituto
4.1.5 Servizio Psico-pedagogico
Il servizio psicopedagogico sarà espletato dalla docente Anna Maria Patania in orario pomeridiano
INCARICHI SPECIFICI PERSONALE ATA art.47 lett.B CCNL personale scuola
COLLABORATORI SCOLASTICI
Criteri per l’attribuzione degli incarichi specifici ai collaboratori
Ordine di priorità:
- Assistenza e cura della persona con particolare ausilio materiale ai bambini e alle bambine della Scuola dell’Infanzia nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale;
- Assistenza all’handicap e al pronto soccorso;
L’attribuzione di detti incarichi specifici (ex funzioni aggiuntive) e delle prestazioni aggiuntive a carico del Fondo di Istituto ai sensi dell’art.47 del CCNL del 2007 sarà effettuata dal Dirigente Scolastico in base ai requisiti posseduti dal personale che ne farà richiesta.
Se le richieste per gli incarichi specifici presentate dai collaboratori scolastici saranno in numero maggiore di 5 il compenso sarà assegnato in percentuale tenendo conto del maggiore carico di lavoro dovuto al numero degli alunni presenti nel Plesso in cui il personale presta servizio.
Nel caso in cui il collaboratore Scol.co destinatario dell’incarico specifico presti servizio anche in altre scuole diverse da quella in cui svolge l’attività il compenso verrò assegnato in proporzione.
CAP.V - AREA DIDATTICA
5.1 Principi Generali
La scuola, con l'apporto delle competenze professionali del personale e con la collaborazione ed il concorso delle famiglie,delle istituzioni e della società civile, è responasbile della qualità delle attività educative e tiene conto delle esigenze culturali e formative degli alunni, nel rispetto di obiettivi educativi validi per il raggiungimento delle finalità istituzionali. Nello svolgimento delle attività didattiche vanno tenute nella massima considerazione gli interessi, le esperienze, le conoscenze, le caratteristiche personale di ogni alunno al fine di coinvolgerlo in modo che diventi artefice del proprio apprendimento.
Nell'intento di garantire a tutti uguaglianza di opportunità educative, con particolare riferimento agli alunni diversamente abili o in svantaggio, la scuola con l'apporto di ogni sua componente, ivi compreso l'eventuale insegnante "di sostegno", predispone itinerari specifici di apprendimento. Tutti gli insegnanti che operano nel modulo sono corresponsabili della programmazione educativo e didattica e delle relative scelte organizzative assunte a tal fine.
Nell'assegnazione dei compiti da svolgere a casa il docente rispetta i tempi di studio degli alunni per consentire ai medesimi il tempo da dedicare al gioco, all'attività sportiva, all'apprendimento di lingue straniere od arti.
5.2 La continuità tra i vari ordini di scuola
La continuità tra i vari ordini di scuola si persegue con le seguenti
modalità:
- Realizzazione di curricoli verticali relativi ai diversi campi di esperienza e aree disciplinari;
- Raccordo dei criteri e delle modalità di valutazione;
- c) Elaborazione e trasmissione al successivo ordine di scuola
del fascicolo personale che comprende i documenti anagrafici e quelli relativi alla valutazione, la documentazione riguardante situazioni di handicap, eventuali altri contributi significativi in ordine ad una migliore conoscenza dell'alunno nel corso della carriera scolastica;
- Aggiornamenti in comune tra i vari ordini di scuola;
- Possibilità di elaborazione nonchè di realizzazione di progetti su problematiche comuni tra i vari ordini di scuola, secondo le decisioni del Collegi dei Docenti.
5.3. Piano dell’offerta formativa: P.T.O.F.
Presso ogni Istituto educativo è in visione il P.T.O.F. Piano Triennale dell’Offerta Formativa che è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale dell’Istituto in cui si “esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa adottata nell’ambito dell’Autonomia”
Il P.T.O.F. del nostro Istituto ha come caratteristiche fondamentali:
- LA PARTECIPAZIONE in quanto è sintesi degli indirizzi generali del Consiglio d’Istituto, degli orientamenti educativi e didattici del Collegio dei Docenti, delle proposte e pareri formulati da Enti, associazioni, genitori.
- LA TRASPARENZA poiché viene reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all’atto dell’iscrizione.
- LA VERIFICABILITÀ in quanto si espone alla rendicontazione e al controllo pubblico sui risultati conseguiti rispetto agli obiettivi prefissati.
5.4 La Programmazione Educativo-didattica
Predisposta dagli insegnanti e portata a conoscenza del Consiglio di Intersezione o di Interclasse o di Classe essa:
- delinea il percorso formativo delle classi ed eventuali percorsi individualizzati, adeguando ad essi gli interventi operativi:
- utilizza il contributo delle varie aree disciplinari per il raggiungimento degli obiettivi e delle finalità educative indicate dal Consiglio di Intersezione, di Interclasse, di Classe, dal Collegio dei Docenti;
- sottopone sistematicamente a momenti di verifica e di valutazione i risultati al fine di adeguare l'azione didattica alle esigenze formative che emergono "in itinere";
- viene predisposta secondo le scansioni temporali decise dal Collegio dei Docenti.
- viene depositata presso gli uffici di segreteria per la visione e l'eventuale duplicazione.
- viene illustrata ai genitori in un apposito incontro nei primi mesi dell’anno scolastico. In tale incontro andranno anche precisati gli aspetti relativi all'organizzazione dell'orario settimanale.
5.5 Rapporti con i genitori
I rapporti tra genitori ed insegnanti si inquadrano nell'ambito di una cultura della collegialità dove nel rispetto dei ruoli, le varie componenti collaborano solidalmente alla costruzione di una progettualità educativa capace di scelte efficaci per la piena formazione della personalità degli alunni.
I rapporti tra genitori e scuola in relazione all'azione educativo- didattica vengono assicurati secondo le seguenti modalità:
-partecipazione del rappresentante dei genitori nel Consigli di Interclasse o Intersezione o Classe;
-assemblee dei genitori per discutere dei problemi della vita della classe, per formulare valutazioni o proposte da inoltrare al Consiglio di Interclasse o Intersezione o Classe;
-incontro tra genitori ed insegnanti a livello di classe e di sezione: ciascun team di Docenti stabilirà le modalità e i tempi di tali incontri.
CAP.VI - I SERVIZI AMMINISTRATIVI
6.1 L’ufficio di segreteria è così composto:
Responsabile Amministrativo: DSGA
Assistenti Amministrativi
6.2 L’orario di funzionamento della segreteria è il seguente:
dalle ore 7,30 alle ore 13,30 dal lunedì al sabato
dalle ore 15,00 alle ore 17,00 il martedì e il giovedì.
6.3 Orario di accesso al pubblico della segreteria:
tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 13.00
il pomeriggio di martedì e giovedì dalle ore 14,00 alle ore 16,00.
6.4 L’accoglimento delle domande di iscrizione è effettuato on-line per le scuole Primaria e Secondaria di primo grado, per la scuola dell’Infanzia le domande di iscrizione sono sempre su modelli cartacei. Al momento dell’iscrizione al genitore viene consegnato il documento relativo al Patto di Corresponsabilità che dovrà essere letto e sottoscritto dallo stesso. Le domande all’atto dell’accoglimento vengono datate e firmate dal personale delegato a tal fine.
6.5 Il rilascio dei certificati è effettuato nel normale orario di apertura della segreteria al pubblico, entro il tempo massimo di tre giorni lavorativi per quelli di iscrizione e frequenza, e di cinque giorni per quelli di votazione e/o giudizi.
6.6 I documenti di valutazione degli alunni sono consegnati direttamente dai docenti di norma entro venti giorni dal termine delle operazioni generali di scrutinio.
6.7 Il Dirigente Scolastico riceve tutte le mattine o per appuntamento.
6.8 La scuola assicura all’utente la tempestività del contatto telefonico, stabilendo al proprio interno modalità di risposta che comprendano il nome dell’Istituto, il nome e la qualifica di chi risponde.
6.9 Vengono assicurati i seguenti spazi per l’informazione:
- tabella dell’orario di lavoro dei dipendenti (funzionamento orario dei dipendenti);
- organigramma degli organi collegiali nel P.T.O.F.
6.10 Sono resi disponibili appositi spazi per la bacheca sindacale.
CAP VII. - IL SERVIZIO DEGLI ENTI LOCALI -A.S.L.-
7.1 Rientrano nelle competenze dell’Unione dei Comuni che ha sede presso i locali dell’ex Colonia l'organizzazione e la gestione dei seguenti servizi:
-servizi di trasporto per gli alunni della Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado;
-servizio di vigilanza durante il trasporto degli alunni della Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado;
- servizio di mensa per gli alunni della Scuola dell’infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado;
- manutenzione ordinaria e straordinaria degli uffici e dei rispettivi impianti ed adeguamento degli stessi a tutte le norme sulla sicurezza e sull'abbattimento delle barriere architettoniche
- fornitura dei libri di testo per tutti gli anni della scuola Primaria e, su richiesta dei genitori che ne hanno i requisiti, anche per gli alunni della scuola Secondaria di primo grado.
- fornitura di arredi e di quanto altro previsto dalle disposizioni vigenti.
- Modalità di accesso ai servizi:
Mensa e trasporto: modalità di accesso al servizio con domanda scritta agli uffici competenti dell’Unione dei Comuni secondo le modalità che verranno comunicate dagli stessi entro i termini di consegna a tutti i genitori degli alunni dell’istituto
Rientrano nelle competenze dell'A.S.L.:
- servizi per gli alunni diversamente abili;
- servizi di prevenzione contro le malattie infettive e di controllo sull'igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro;
- servizio sociale;
- interventi di educazione sanitaria e collaborazione per attività di formazione
CAP.VIII-RICHIESTA DI INFORMAZIONI, CHIARIMENTI E INOLTRO DI PROPOSTE: PROCEDURE
8.1 Formulazione di proposte per gli organi collegiali:
Le proposte agli organi collegiali vanno presentate in forma scritta ed indirizzate al Dirigente Scolastico. La richiesta verrà presentata al primo incontro utile dopo avere espletato tutti gli eventuali accertamenti o approfondimenti necessari ai fini della delibera.
8.2 Richiesta di informazioni e chiarimenti:
per gli atti di competenza dell'ufficio di segreteria e Dirigenza o comunque per gli aspetti di carattere generale, le richieste di informazioni o chiarimenti, la segnalazione di eventuali disservizi o proposte utili al miglioramento del servizio stesso, possono essere effettuate nell'orario di ricevimento del pubblico, telefonicamente, personalmente, o in forma scritta (debitamente firmata), anche per visionare od avere copie di atti e documenti (secondo le modalità previste dalla legge sulla trasparenza n.241/90).
8.3 Tutela dei dati sensibili (L.n.675 31\12\’96):
Tutti i dati sensibili relativi a personale (docente, ATA, e degli alunni) vengono tutelati ai sensi delle misure minime di sicurezza previste dal D.P.R. 318\89 in attuazione dell’art. 15 c2 comma 2 della L. 31\12\’96 n. 675.
In particolare il D.P.R. 318 definisce le misure minime da adottare per ridurre i rischi di distruzione e perdita dati, anche accidentale, accesso non autorizzato o il trattamento non consentito o difforme alle finalità della raccolta dei dati stessi
CAP.IX - LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO
L'attività di valutazione del servizio scolastico concerne il rispetto dei fattori di qualità descritti in relazione a ciascuna area della carta.
Dall’anno scolastico 2014/15 è iniziato un percorso sull’Autovalutazione di Istituto gestito dal Miur al fine di individuare gli aspetti positivi da mantenere e da consolidare e gli elementi di criticità in relazione ai quali realizzare azioni di miglioramento. Questo significa rafforzare l’autonomia di tutte le istituzioni scolastiche mediante la messa a disposizione di procedure, strumenti e dati utili e, di conseguenza, dei svolgere sempre meglio i compiti educativi-didattici ad esso attribuito.
L’individuazione di concrete piste di miglioramento rende possibile una riflessione continua con il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica sulle modalità organizzative, gestionali e didattiche messe in atto nell’anno scolastico di riferimento.
La gestione del processo di autovalutazione interna è affidata al Dirigente Scolastico, attraverso la costituzione di un’ unità di autovalutazione. Essa, come già proposto nella circolare n.47/2014 e fatta salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, è costituita dal Dirigente Scolastico, dal docente referente della valutazione e da uno o più docenti con adeguata professionalità individuata dal collegio dei docenti
CAP.X - VALIDITA' DEL DOCUMENTO E PROCEDURA DI MODIFICA
Eventuali modifiche alla Carta dei Servizi possono essere apportate su proposta degli Organi Collegiali per le materie di loro competenza e deliberate dal Consiglio di Istituto.
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